Mărțișor è una tradizionale festa che celebra l'inizio della primavera in Romania e in Moldavia, ma anche in Bulgaria, Macedonia e in Grecia. Il nome deriva dal diminutivo di "Marzo" (in rumeno Martie) ed ha il significato di "piccolo" o "caro Marzo".

Mărțișor è anche il nome dei piccoli amuleti che si regalano alle persone care, come simbolo della primavera, durante il mese di marzo. L’anno scorso, il Mărțișor è stato inserito nel Patrimonio UNESCO. Tali amuleti possono essere gioielli oppure oggetti decorati con cuori, fiori o animali avvolti in un nastro rigorosamente rosso e bianco. Il rosso rappresenta la primavera che sta per avere inizio, il caldo e l’amore, mentre il bianco rappresenta l'inverno appeno terminato, il freddo. Considerato un portafortuna è un simbolo d'amore, di buonaugurio.

Nonostante non sia un’usanza del Bel Paese, è bello vedere come tanti italiani abbiano voglia di condividere la gioia di questa festa con gli amici, i colleghi, i fidanzati o le fidanzate di nazionalità romena o moldava.

“Buongiorno, da voi posso trovare dei ‘mărțișorul’ da regalare alle mie amiche romene?”, è soltanto uno dei messaggi arrivati sulla nostra pagina Facebook. Era davvero felice di aver trovato quei piccoli simboli della gioia primaverile ed emozionato nel scegliere “i più belli” per le sue amiche.

E ancora: “Vendete il ‘mărțișoarele’? Non so le l'ho scritto giusto...io sono italiana, il mio ragazzo è rumeno…”. Eh sì, scritto proprio con i diacritici, come spesso neanche i romeni lo fanno più.

E così, siamo stati testimoni di tanti altri episodi che ci hanno rallegrato il cuore.

Il multiculturalismo è anche questo: condividere tradizioni e usanze. E se sono espressione di emozioni positive…perché non farlo?  

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